Palermo, conti in rosso nel 2020 ma il mercato è stato low cost

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Il Palermo ha delle perdite in bilancio di 1,1 milioni di euro. Questo è quanto è emerso nel corso del Cda del 28 dicembre scorso, giorno in cui l’ex vice presidente Tony Di Piazza ha annunciato l’uscita dalla società. I conti in rosso sono dovuti esclusivamente agli effetti negativi che il Covid-19 ha prodotto nel settore calcistico. Per altro i rosanero non hanno neanche compiuto uscite folli durante il calciomercato estivo.

La squadra formata per competere in serie C è stata composta sicuramente al risparmio, con oculata attenzione ai costi dei cartellini. La società di viale del Fante ha sborsato soltanto 40 mila euro per aggiudicarsi le prestazioni di due calciatori. Gli attaccanti Silipo e Saraniti hanno pesato nelle casse del club per 20 mila euro ciascuno. Tutti gli altri nuovi arrivi, infatti, sono arrivati a zero perché svincolati o con la formula del prestito secco o diritto di riscatto a fine stagione.

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Nella nota integrativa allegata al bilancio non sono presenti i costi dell’acquisizione di Kanoute e Broh: i rosanero avrebbero speso altri 50 mila euro per trovare l’accordo con il Catanzaro per il senegalese. In totale si tratta di 90 mila euro totali sborsati per creare la squadra che doveva tentare il secondo salto consecutivo in serie B: un investimento dell’1,5% del capitale stanziato di 6 milioni di euro.

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