Giovanni Intile, un tifoso-medico ammalato dei colori rosanero

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Il “G.T.P.”, ovvero il Grande Tifoso del Palermo, i cui ricordi e non solo oggi ho il piacere di ospitare, è Giovanni Intile il quale introduce rispetto a chi lo ha preceduto in questa rubrica una doppia novità. Primo, è un tifoso della provincia, di Caccamo che, pur non palermitano fedelissimo da sempre alla maglia rosanero, non è mai stato attratto da altre squadre a strisce. Secondo, avendo messo piede allo stadio già “cresciutello”, alza l’età media, qui registrata, di quanti appena under-10 si sono accostati per la prima volta allo stadio della Favorita. Ma tra le due condizioni c’è un nesso di causa/effetto. Seguiamo insieme il racconto di Giovanni e fin dall’inizio lo scopriremo.

Palermo stagione 1987-1988

UNA PRIMA VOLTA MOLTO SPECIALE

Non ero giovanissimo quando sono andato per la prima volta allo stadio di Palermo ma – precisa Giovanni – sol perché vivendo a Caccamo, i miei, genitori d’altri tempi, mai permisero che io prima di una certa età mi recassi dal paese in città e viceversa. Ho cominciato ad essere tifoso rosanero a distanza ad 8 anni. L’esordio vero, invece, proprio come spettatore alla Favorita, risale al 1987. Allora quasi 17enne ho avuto la fortuna – riconosce – di assistere per la prima volta ad una partita divenuta speciale negli annali della Società di Viale del Fante. Era il 19 di agosto di quell’anno ed in notturna si giocava Palermo – Atletico Mineiro, (1 a 2, ndr) incontro amichevole che segnava il ritorno al calcio giocato in città, dopo l’interminabile astinenza duramente patita dal popolo rosanero a seguito della mortificante radiazione dell’86.

IL MIO TRIO DELLE MERAVIGLIE

Ai miei occhi stupiti – Giovanni rivive quella serata magica – uno spettacolo da brividi: l’entusiasmo indescrivibile dei 40 mila e più tifosi stipati in ogni settore dello stadio e il goal liberatorio di Santino Nuccio. Ero giovane, da solo – osserva – quindi vedere per giunta per la prima volta quel prato verde, quelle maglie rosanero, ascoltare quel tifo assordante, è stata per me un’emozione unica che non dimenticherò mai.

Goal di Nuccio all’Atletico Mineiro

Nel corso di quel campionato, disputato dal basso, in C/2, i nuovi giocatori del Palermo diventarono tutti i miei primi beniamini. Particolarmente – confessa – Nuccio, D’Este e Manicone. In quella formazione furono goleador Santino e Maurizio, mentre Antonio fu grande regista. In seguito, – conclude – vivendo a Palermo dove ero impegnato nei miei studi in medicina, lo stadio cittadino registrò ininterrottamente la mia presenza. Ed oggi anche quella dei miei piccoli, ai quali ho trasmesso (e non poteva essere diversamente, ndr) la passione per i nostri colori.

Giovanni Intile

A TU PER TU CON I BENIAMINI

Tanti gli incancellabili ricordi: il cordiale rapporto d’amicizia col presidente Salvino La Gumina, prima da tifoso al seguito della squadra, all’epoca delle partite casalinghe a Trapani, poi proseguito, anni dopo, nel corso di una mia assistenza medica assicuratagli. Lo spettacolo dei picciotti di mister Ignazio Arcoleo, il ritorno in serie A dopo una ultra trentennale assenza.

La città di Palermo tutta imbandierata di rosanero come anche – orgoglioso Giovanni ricorda una sua iniziativa di allora – il mio paese, Caccamo. Come dimenticare poi la prestigiosa partecipazione del Palermo alle coppe europee. Fior di campioni abbiamo visto in campo come Toni, Corini, Pastore. E di allenatori in panchina, come Guidolin e Rossi, tanto per citare alcuni. Ma nella carriera di tifoso ci sono ricordi anche al di fuori del terreno di gioco. Giovanni Intile, in chiusura, ne cita una in particolare: “Nel 2007, accompagnato dall’amico e compaesano avvocato Giuseppe Canzone, allora commissario degli arbitri di serie A ed oggi presidente provinciale del Coni, sono riuscito ad entrare per la prima volta negli spogliatoi dello stadio. Pensate, io a tu per tu con i miei beniamini Zaccardo, Cavani, Miccoli, Barzagli, Amauri, Balzaretti, Brienza. Emozione alle stelle!”

E ORA, VIA ALLE TELEFONATE

Si torna ai giorni nostri. Come ormai consuetudine, nella parte finale della rubrica consegno simbolicamente al gradito ospite, Giovanni Intile, tre gettoni telefonici. Li ha spesi per lasciare messaggi chiari e sintetici. Ascoltiamo!

Pronto, Presidente Mirri, scontato che quest’anno la promozione non ce la leva nessuno, per la prossima stagione in serie C, ti raccomando, tu insieme al vice presidente Tony Di Piazza, vedete di fare di tutto per allestire una squadra forte che ci faccia fare ancora un salto di categoria. Intesi Dario?

Giovanni Intile con i suoi figli allo stadio

Pronto, mister Pergolizzi, ti chiamo per invitarti a stare tranquillo. Fai quadrato con la squadra senza dare tanto peso alle critiche dei tifosi. Il gioco in questa categoria è questo. Mancano dodici partite e, bene o male, affrontando avversari che contro di noi ce la mettono tutta, hai portato il Palermo sempre in testa alla classifica. Nel complesso per me stai facendo il tuo. Rosario, vai avanti così!

Pronto, Pelagotti, sarebbe facile per me unirmi a quanti abitualmente elogiano altri tuoi compagni di squadra, particolarmente gli attaccanti più spesso sotto i riflettori. Ma è a te che voglio fare i complimenti per la sicurezza che garantisci a tutta la difesa. Per me tu sei un portiere che con la sua bravura ed esperienza ci può accompagnare anche fino alla serie A. Alberto, è una speranza e un augurio per te e per noi.

Mario Oddo – odmar@libero.it

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