Malaury Martin, che splendido mistero…

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Vedere giocare uno come Martin in serie D e restare a bocca aperta: visione di gioco “panoramica”, destro e sinistro impeccabili, eleganza, sobrietà, semplicità. Il tutto, in una sola parola: REGIA.

Martin
Calcio: Palermo V/s Corigliano Italiano di SerieD. Stadio “Renzo Barbera”.Martin esulta dopo il goal.Palermo.03-11-2019

Regia puntuale, gli basta un tocco, al massimo due e sa sempre trovare la soluzione migliore. E il dribbling: mai fine a stesso ma sempre utile per smarcare il compagno meglio piazzato. 

Assist e corsa completano il quadro tecnico di un giocatore che, ictu oculi, mostra di essere di ben altra categoria che non la quarta serie in cui gioca.

A chiederglielo dice che è tutta “colpa di Sagramola” , anzi di un amico comune che l’estate scorsa gli parlò del Palermo che stava (ri)nascendo per una vita migliore rispetto a quella drammatica degli ultimi anni.

Lui era svincolato, aveva appena chiuso con una squadra scozzese dal nome impronunciabile, che tenterò di trascrivere correttamente: Dunfermline. 

Francese di Nizza, Martin è un calciatore-giramondo con un  talento naturale che conquista subito, al primo colpo d’occhio. Quello che è bastato prima al duo Castagnini-Sagramola  e poi a mister Pergolizzi per accaparrarsi le sue prestazioni e capire che sarebbe stato il regista perfetto per una squadra con l’imperativo categorico di vincere il campionato.

E le prime dieci giornate confermano quanto previsto perché Martin, sin dalla prima partita di Marsala,  ha impugnato la bacchetta del direttore di orchestra dettando i tempi di gioco, accelerando o rallentando, secondo i casi, il ritmo della partita. Insomma, con la sua regia il gruppo di giocatori egregiamente assemblati da Sagramola e Castagnini, è presto diventata una squadra vera.

E una squadra vera ha ruoli e movimenti imprescindibili, così come succede nel Palermo di Pergolizzi, che ha saputo scegliere per ciascun giocatore la posizione giusta, l’esterno sulla fascia, il mediano a centro campo, il trequartista dietro le punte e queste ultime ad alternarsi. Ora uno più avanti, ora l’altro, per non dare riferimenti fissi all’avversario. 

Ed è così che si è realizzato, partita dopo partita, il capolavoro-Palermo, dieci partite dieci vittorie, miglior attacco e migliore difesa del girone “I” del campionato di serie D. 

E io che seguo il Palermo da oltre sessant’anni, guardando e ammirando uno come Malaury Martin giostrare a centrocampo con la leggiadria del professore che impartisce lezioni belle e semplici ad un tempo, che non sbaglia mai un appoggio, che verticalizza con la naturalezza con la quale io scelgo un aggettivo, che blocca l’incursione avversaria con il suo invidiabile senso della posizione e (quasi) mai ricorrendo al fallo, Io dico e azzardo, ad un tempo, che questo Malaury Martin, 31enne di Nizza, che ha giocato nella Lige 1, in  Norvegia, in Scozia, mi ricorda non poco nientemeno che Cestmir Vycpalek. Anche se certi raffronti, per epoche (non solo calcistiche) così diverse e lontane, siano praticamente impossibili. E infatti, io non mi avventuro in una comparazione tecno-tatica ma mi soffermo solo su un’impressione visiva, impressa nella memoria.

Anche Vycpalek giostrava da maestro a centrocampo, faceva suonare quel violino che aveva al posto del piede destro e la squadra cantava insieme a lui. E se lo spartito quel giorno era giusto quella partita si vinceva. 

Ecco, così mi pare accada con Martin. Finché lui saprà scegliere, a seconda dell’avversario, lo spartito giusto, nessuno fermerà il Palermo. Neanche il bellicoso Savoia che rimanda a ricordi spiacevoli, che sapremo cancellare in un colpo solo domenica prossima. E molto del merito, come finora accaduto, sarà di questo biondino di Nizza, che gioca sempre a testa alta, sembra che guardi il cielo e invece ha occhi dritti puntati sempre sulla mossa vincente.  

Per tutto quello che ho cercato di spiegare, ed altro ancora, resta fitto il mistero di come uno come Martin, dopo essere stato capitano delle nazionali under 17, 18, 19 e 21, non abbia spiccato il volo per una carriera da top player e si sia dovuto “accontentare” di prendere questo Nuovo Palermo, chiavi in  mano, per tentare di (ri)condurlo, anno dopo anno, là dove merita di restare: la serie A. 

Ma c’è un mistero che riguarda Martin ancora più imperscrutabile: che nome è Malaury? Ho cercato di squarciarne il velo scandagliando Internet ma non ho scoperto un bel nulla. Non ne sa niente neanche Wikipedia, che è una signora Enciclopedia. così che l’unica speranza resta chiederlo a lui. E un giorno forse lo farò, ma per ora mi basta sapere che finalmente dopo Corini, prima e Liverani, poi, abbiamo di nuovo un signor regista.  

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