Dal 2012, nel mercato di gennaio per il Palermo solo guai

Il Palermo nelle ultime stagioni nel mercato invernale ha ceduto importanti giocatori ed ha preso quasi sempre rincalzi di seconda o terza fascia

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Fino alla stagione 2012-2013 il Palermo di Zamparini aveva ben sfruttato il cosiddetto mercato di riparazione di gennaio. Per evidenziare qualche ingaggio di qualità, per citarne alcuni, basti ricordare che nel 2004, ad inizio anno, arrivarono Grosso e i gemelli Filippini, nel 2007 Cavani, nel 2008 Balzaretti e nel 2009 Hernandez. A dimostrazione che fino a un certo punto la dirigenza rosanero aveva dimostrato equilibrio e oculatezza.

DAL 2012 SOLO CONFUSIONE

Come ricorda il Giornale di Sicilia, nel 2012 ci fu il primo segnale della «confusione» che ha contraddistinto gli ultimi anni. In quel gennaio senza che ce ne fosse una reale motivazione, all’improvviso venne ceduto Pinilla al Cagliari. È vero, in sostituzione arrivò Vazquez, ma nelle partite da lui disputate in quell’anno si vide il peggio di lui, e a fine stagione venne ceduto in prestito in Spagna.

LO TSUNAMI LO MONACO…

Non andò meglio l’anno dopo. Anzi… Basti dire che l’ineffabile patron di allora nominò Pietro Lo Monaco amministratore delegato, e gli affidò il mercato invernale. La sua prima “piroetta” fu la cessione di Brienza, Budan e Giorgi, alla quale seguirono altre acrobazie, compreso l’arrivo di una sfilza di super pagati sconosciuti, compresi Sperduti e Nelson. Fu così che il Palermo retrocedette in serie B. Nel 2014/2015 tornò in A, ma anche in quell’anno il mercato di gennaio riservò sorprese negative. A cominciare dalla cessione di Munoz alla Sampdoria per pochi spiccioli. In compenso arrivarono il difensore Ortiz, che non mise mai piede in campo, e Arteaga, ceduto subito in prestito.

ALTRI GUAI NEL 2015/2016

Nel campionato successivo, il 2015/2016, le cose non andarono meglio. A gennaio fu ceduto per 250.000 euro Luca Rigoni, ma anche Bolzoni e Daprelà. Arrivarono Cionek, Balogh e Posavec. Più dolori che gioie. Nella successiva stagione, dal “mercato di riparazione” arrivarono “nientepopodimeno” Sunjic e Silva. Dovevano sostituire Hiljemark e Quaison inspiegabilmente messi in vendita. Quasi il segnale di una resa assoluta, coincisa con la seconda retrocessione degli ultimi anni…

IN SERIE B

Anche nei due successivi anni, nella serie cadetta, accaddero strani movimenti, nei mercati invernali. Nel 2017/18 si approfittò di gennaio per cedere Embalo e Cionek, così come nell’anno successivo fu fatto partire Struna a campionato iniziato. Una inspiegabile scia di autolesionismo, e non si capisce se sia stata solo conseguenza di incompetenza e miopia o piani studiati a tavolino. Dobbiamo solo sperare che con la nuova dirigenza la musica cambi, e non si ripetano le nefande sciocchezze commesse nell’ultimo scorcio di storia rosanero.

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