Il Palermo ringrazia la Virtus Francavilla per il regalo, vince ma gioco non se ne vede

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L’aria del Barbera porta davvero bene al Palermo che in casa sta costruendo la sua classifica. Pur rimasti in dieci dalla mezz’ora del primo tempo per l’espulsione di Perrotta, i rosa hanno battuto e superato in classifica la Virtus Francavilla, con un gol di Brunori nella ripresa, frutto di un clamoroso regalo della difesa ospite, proprio come con il Foggia dieci giorni fa.

Ma non si parli di Palermo convincente, di problemi superati, perché la prova della squadra di Filippi, pur gagliarda nella difesa del vantaggio, non ha convinto per nulla. Anzi, ha confermato tutte le perplessità e i dubbi sul reale livello di una formazione che mostra di non avere una idea di gioco e di poter andare in difficoltà contro ogni avversario. Di buono c’è, appunto, la vittoria che riporta il Palermo al terzo posto, con 16 punti, a meno otto dal Bari fermato in casa dal Foggia e a meno 4 dal Catanzaro che continua la sua rimonta in classifica. Ma è difficile, con queste prestazioni sperare di dare continuità ai risultati, specialmente in trasferta, dove le avversarie sono meno propense a fare regali al Palermo, come è successo col Foggia e oggi col Francavilla.

La batosta di Torre del Greco pesa sulle teste e sulle gambe dei rosanero che non riescono a reagire al pressing della Virtus Francavilla, fin dai primi minuti del primo tempo. Mai il Palermo riesce a mostrare una qualsivoglia idea di gioco, il pallone è sempre tra i piedi dei giocatori di Taurino, con un giro palla che la squadra di Filippi non riesce a contrastare. La Virtus è padrona del campo e già dopo 9 minuti impegna duramente Pelagotti: è Perez con un diagonale da sinistra a costringere il portiere dei siciliani alla parata a terra.

Cambiano gli interpreti, ma la difesa del Palermo continua a farsi male da sola. Almeno, ci prova: al 10° un retropassaggio sbagliato di Buttaro innesca la corsa di Ventola verso la porta. Bravissimo, in questa circostanza Peretti, schierato centrale di difesa, a intervenire in scivolata proprio al limite dell’area di rigore e a portar via la palla all’attaccante pugliese che poi inciampa sulla gamba destra del rosanero. Dalla panchina, Taurino protesta invocando un rigore che non sembrava esserci.

La prestazione del Palermo lascia interdetti, la squadra di Filippi non riesce mai a impostare, si affida spessissimo a inutili lanci verso la trequarti per sfruttare le qualità fisiche di Soleri, la verve di Silipo o le folate del rientrante Valente che riesce a far partire qualche cross verso il centro dell’area. Alle evidenti difficoltà di una squadra confusa e senza idee o semplicemente impotente, si somma l’assurdo fallo di Perrotta su Pierno, sulla linea di centrocampo: ovvio e giusto il rosso diretto.

Palermo che resta in dieci, per la quarta volta in questo campionato. Quello della mancanza di disciplina è un’altra lacuna di questa squadra, che mostra di reagire alle difficoltà perdendo la testa: con quella di oggi, sono tre le espulsioni dirette per i rosanero che hanno ottenuto anche 27 cartellini gialli, con quello rimediato oggi da Giron. Flippi impiega sette minuti a decidere la sostituzione per colmare il buco sulla sinistra della difesa: mette dentro Luperini per Fella e ridisegna la sua squadra con il 4-3-2, abbassando le posizioni di Valente e Doda.

Nonostante la superiorità, la Virtus Francavilla non riesce a creare grandi pericoli, pur mantenendo il controllo del gioco. Anzi, è il Palermo che a folate si propone in avanti. Ci prova Valente, da fuori area, tiro fuori di poco, quindi Silipo su punizione dai 30 metri, con palla alta. Ma l’opportunità più clamorosa arriva a tempo scaduto: Luperini pressa Prezioso a centrocampo, inducendolo all’errore. Il passaggio arretrato del centrocampista biancoazzurro innesca il contropiede di Soleri che è abbattuto al limite dell’area. La punizione è battuta da Valente che impegna Nobile alla parata sull’angolino basso di destra; sulla palla si avventa Luperini che però calcia alto a porta vuota. Nonostante le fiammate nel finale del primo tempo, la prestazione dei rosanero è tutt’altro che positiva e il pubblico dagli spalti lo sottolinea accompagnando la squadra negli spogliatoi coi fischi.

A inizio ripresa Filippi sostituisce Peretti con Lancini e dopo dieci minuti lancia la solita staffetta tra Soleri e Brunori. Mossa vincente perché dopo appena tre minuti dal suo ingresso in campo l’attaccante va in gol. E’ ancora un regalo degli avversari che, al Barbera si sentono in dovere di essere generosi con il Palermo. Sciagurato retropassaggio di Caporale che non si accorge dell’arrivo di Brunori; l’attaccante si libera di un difensore e batte Nobile in uscita con un dolce pallonetto. La Virtus Francavilla prova a reagire, ma il Palermo quando può ripartire in velocità prova a rendersi insidioso negli spazi che la Virtus lascia dietro.

I rosa non sembrano patire l’uomo in meno, le squadre si allungano, la Virtus comincia a sbagliare un po’ troppi palloni e i rosanero cercano di approfittarne. A Taurino saltano i nervi e dopo l’ennesima protesta, l’arbitro lo caccia via dalla panchina. Al 75° Filippi cambia ancora e sostituisce Valente e Silipo con Giron e Almici: forze fresche per rinforzare il centrocampo per un finale che si annuncia di sofferenza per i rosanero. La pressione degli ospiti si fa insistente, i rosa, dietro lottano su ogni pallone, chiudendo ogni varco e provando in ogni modo a interrompere i ritmi di gioco della Virtus.

Sembra l’assedio di Fort Alamo che rischia di cadere all’8° quando Enyan manda fuori di pochissimo dopo un batti e ribatti in area su azione di corner. Una mano ai padroni di casa sembra darla Perez che si fa cacciare per doppia ammonizione per proteste per un corner non concesso alla Virtus. La tensione in campo è palpabile, l’arbitro concede un recupero di ben 6 minuti. La Virtus cerca in tutti i modi il pareggio, il Palermo spreca un pari di opportunità in contropiede. Gli ospiti restano in nove per l’espulsione di Nobile: il portiere esce sulla trequarti per fermare Luperini lanciato in una ripartenza pericolosa, ma tocca la palla con un braccio, scivolando per fermare il pallone. Uscendo dal campo, l’estremo difensore applaude polemicamente il pubblico del Barbera, gesto poco sportivo e niente affatto signorile che testimonia il nervosismo e la delusione dei biancoazzurri. E’ l’ultimo sussulto di una partita stranissima. Pur senza convincere, il Palermo conquista tre punti e esce dal campo tra gli applausi. Così è il calcio.



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