Qual è la distanza tra Pagani e Caserta? Una sessantina di chilometri, per gli amanti delle mappe stradali, ventuno giorni per i tifosi del Palermo. Sì, ben ventuno giorni separano la gara vinta contro la Paganese da quella in programma – salvo imprevisti vari ed eventuali – sabato contro la Casertana allo stadio Alberto Pinto. Nel mezzo i due forfait causa Covid di Monopoli e Foggia. Guardiamo la realtà: forse non tutti i mali vengono per nuocere.
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Vogliamo parlare dell’effetto benefico che questo stop forzato ha generato sulle coronarie e sui fegati dei tifosi rosanero? Una vera e propria manna dal cielo: tre settimane senza i vari “io lo dicevo che ci voleva l’attaccante giusto” oppure “ma il centrocampo dov’è?”. Senza i “semu scarsi in difesa” o l’evergreen “semu senza purtieri”. Una sosta così anomala in altri tempi avrebbe generato da Tommaso Natale a Via Oreto crisi d’astinenza collettive dovute alla mancanza dei classici rituali maniaco-ossessivi domenicali. Oggi, tutto è invece rimasto molto soft, quasi gradevolmente accettato sussurrando “meglio così, sparagnamu abbìli”.
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Parlando di campo, invece, in questo periodo senza calcio giocato, il tecnico Filippi ha avuto il privilegio di recuperare i recuperabili. Chissà che da adesso si riuscirà anche nell’impresa titanica di schierare due formazioni identiche consecutive. Magari questa sosta è risultata utile per far trovare alla squadra quella benzina necessaria per andare all-in in questo finale di stagione. Il sogno? Riuscire a dare un senso al finale di questo triste ed anonimo campionato che, ad oggi, come direbbe Vasco “un senso non ce l’ha.”
Forza, godiamoci questi ultimi giorni di serenità. Da sabato si ricomincerà e – a meno che la società non si muova per una variazione – i presagi non sono dei migliori. La partita contro la Casertana è, infatti, prevista per le 12.30: qualcosa di simile all’effetto che ha la kryptonite per Superman. Una minaccia più che un orario per una partita del Palermo, soprattuto per una squadra che fino ad oggi ha dimostrato di non avere i poteri di un supereroe.
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