A causa del coronavirus, ieri è stata una giornata un po’ convulsa per la Lega Nazionale Dilettanti. Mercoledì era stato pubblicato un Decreto Ministeriale che bloccava le attività le attività sportive solo nella “zona rossa”, mentre nel resto d’Italia per 30 giorni si potevano disputare partite e allenamenti a porte chiuse. Invece ieri il calcio dilettantistico, dopo qualche tentennamento, ha preferito fermarsi. Di fatto ci sarà uno stop del campionato in tutta Italia di una sola giornata, perchè già nella settimana successiva era previsto un turno di pausa per il Torneo di Viareggio. Quindi, se non ci saranno ulteriori novità, si tornerà in campo il 22 marzo, e il Palermo potrà andare a Torre Annunziata per disputare il big-match contro il Savoia, seppure a porte chiuse. Pergolizzi e i giocatori si ritrovano con due settimane a disposizione per preparare questa importante sfida.
L’amministratore delegato Rinaldo Sagramola, in una sua nota pubblicata dal Giornale di Sicilia, ha spiegato le motivazioni della sospensione dovuta al coronavirus. «La Lega – ha detto il dirigente – è preoccupata perché non tutte le società potrebbero adeguarsi alle disposizioni ministeriali in tempo utile. Ovvero le raccomandazioni legate alla sanificazione degli ambienti e alle precauzioni necessarie per limitare il rischio di un contagio. In Serie A o in generale nel calcio professionistico ci sono strutture mediche dedicate a tempo pieno. In Serie D, invece, potrebbero non esserci, ecco dunque che si vuole dare a tutti il tempo per attrezzarsi».
La società ha comunicato ieri di avere adottato tutte le misure di sicurezza previste dal decreto ministeriale relativo al coronavirus. Per evitare ulteriori rischi ha deciso di non fare allenare più la squadra al “Pasqualino” di Carini. Si torna al Barbera, dove le sedute si svolgeranno rigorosamente a porte chiuse. «Assolutamente si – ha spiegato Sagramola – perché magari altrove l’impianto lo si condivide con altri. Allo stadio invece ci siamo soltanto noi». I giocatori fuori dal campo dovranno rispettare il più possibile le distanze di sicurezza, e per non affollare troppo un solo ambiente, si stanno utilizzando due spogliatoi. Inoltre gli ambienti saranno sanificati ogni giorno. Tutti i tesserati non potranno lasciare la città, e chi vive nel nord Italia non potrà farsi raggiungere dai familiari.
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