Vendevano tagliandi dello stadio intestati a defunti, bambini e persone con disabilità per far guadagnare maggiormente. E’ questa l’ipotesi degli inquirenti che hanno messo sotto processo tre bagarini per la vendita di biglietti contraffatti con la complicità di alcune ricevitorie di Palermo e provincia.
Le presunte truffe risalgono alle ultime due stagioni in Serie A, anni in cui il prato del Barbera era calcato da prestigiosi calciatori. Sono circa 4.000 i biglietti contraffatti messi in commercio. I gestori delle ricevitorie modificavano i nominativi dei biglietti, per intestarli ad over 65, under 14 o donne, allo scopo di acquistarli a costi ridotti. L’obiettivo dei bagarini era quello di rivenderli a prezzi gonfiati rispetto al normale costo di un tagliando, spesso a danno di turisti ignari di questo giro d’affari.
I tre bagarini indagati hanno scelto il rito abbreviato e il processo si sta già svolgendo. La Procura ha richiesto quattro anni di carcere a Massimo Falcone, soprannominato Miccoli, ad Andrea Pellicano e, due anni, ad Antonio Pellicano. Sei persone sono state precedentemente condannate e hanno patteggiato la pena. Tra questi vi sono due titolari di ricevitorie, una a Termini Imerese ed una in viale Piemonte a Palermo. Oltre a due bagarini anche altri cinque imputati sono coinvolti in questa inchiesta e stanno affrontando la fase dibattimentale del processo penale.
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