Peccato per quello svarione che, in pieno recupero, poteva costare l’ennesima sconfitta interna al Palermo. Ma, fino a quel momento, Buba Marong era stato davvero una bella sorpresa! Certamente, l’errore è stato grave, un controllo sbagliato che ha consentito a un avversario di prendere palla e involarsi in contropiede. Ma è stato davvero l’unico di una partita che aveva destato soltanto giudizi positivi per quello che è un esordiente, alla trentaduesima giornata. Un esordio che va sottolineato e scusate se dimentichiamo quell’errore: alcuni suoi compagni, ben più esperti e con decine di presenze alle spalle, ne hanno fatti di ben più clamorosi e dalle conseguenze letali.
Finalmente, il ventunenne gambiano, al secondo anno in rosanero, è stato schierato titolare in campionato, inaspettatamente, da Filippi e lasciato in campo per tutta la gara. Il difensore finora aveva conosciuto soltanto tribuna e panchina. Il suo debutto è il coronamento di una favola, umana prima che calcistica. Arrivato in Italia con un barcone, è stato scoperto dai fratelli Tedesco in un centro di accoglienza di Carini e portato alla Parmonval, società dilettantistica di Partanna Mondello che lo fa giocare in Eccellenza; da lì l’approdo in rosanero, praticamente per colmare una casella nell’organico: né Pergolizzi, l’anno scorso, né Boscaglia quest’anno, l’hanno mai considerato, così come lo stesso Filippi, almeno fino a oggi.
Una storia che ricorda quella di Musa Juwara del Bologna, suo connazionale che arrivato in barcone a Messina è scoperto dal Chievo e passato ai rossoblu emiliani debutta in A a 18 anni, segnando pure un gol all’Inter a San Siro, o come Alphonso Davies, di origini ghanesi, cresciuto in un campo profughi e ora titolare nel Bayern Monaco e della nazionale canadese. Marong è stato preferito a Crivello, l’ex capitano letteralmente sparito dai radar nelle ultime settimane e rimasto in panchina.
Una partita nella partita, quella del giovane gambiano, per la grande curiosità intorno alle qualità effettive di quello che era, fino a oggi, un oggetto misterioso, un’attenzione quasi superiore a quella per la prestazione di un Palermo chiamato al riscatto dopo l’ennesimo scivolone del campionato, su un campo, il Barbera, dove nel 2021 aveva vinto soltanto una volta. Decisamente buona la prestazione di “Buba”, come è chiamato il ragazzo, che non ha sofferto l’emozione del debutto né ha teso a strafare per far vedere quel che vale; il giovane gambiano ha mostrato buone doti fisiche, capacità di corsa, buon controllo di palla, puntualità negli interventi difensivi e disponibilità a accompagnare l’azione offensiva sulla fascia, dialogando con Valente e Santana, nel primo tempo, spostandosi a sinistra nella ripresa.
Anzi, riscuote pure gli applausi dei pochi presenti al Barbera, quando con un dribbling salta due avversari in un colpo solo, subendo pure fallo. Chissà cosa sarebbe successo se avesse pure segnato, in una delle sue escursioni nell’area avversaria, nelle azioni da corner. Ma, soprattutto, c’è da chiedersi perché Marong non sia mai stato utilizzato prima, l’anno scorso e in questo campionato.
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