Inversione di rotta del Tribunale: Alyssa non ha causato il fallimento

Il Tribunale Sportivo ritratta sulle proprie decisioni, emesse lo scorso anno, scagionando Zamparini e l'operazione avvenuta nella prima parte del 2019

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Ulteriori sviluppi in merito alla vicenda del vecchio Palermo, fallito nel luglio dello scorso anno. Non tanto riguardo l’epilogo ma rispetto alle cause del fallimento.

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INVERSIONE DI ROTTA DEL TRIBUNALE FEDERALE NAZIONALE

Il Tribunale Federale Nazionale, riguardo alla vicenda, infatti, ha stravolto in maniera decisiva il proprio giudizio emesso precedentemente, rigettando i deferimenti nei confronti di Zamparini e degli amministratori della precedente società rosanero, susseguitisi durante la stagione 2018/2019.

Secondo la Giustizia Sportiva, le cause del fallimento dell’US Palermo sono da addebitare all’ultima amministrazione, entrata in carica dopo l’11 agosto 2019. A quel tempo fu nominato amministratore delegato, in data 12 agosto 2019, Flavio Persichini, uomo di fiducia dei Tuttolomondo.

L’AFFARE ALYSSA NON HA CAUSATO IL FALLIMENTO

Nel maggio dello scorso, l’affare Alyssa, secondo i giudici, era causa scatenante della retrocessione in serie C dei rosanero, tramutata successivamente in penalizzazione in serie cadetta. Nel 2020, invece, gli stessi giudici avevano considerato non influente lo stesso affare Alyssa ai fini del fallimento dell’US Palermo calcio.

Concludendo, secondo il Tribunale sportivo, la cancellazione del vecchio Palermo calcio non è da addebitare alle varie amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni, fino all’agosto 2019. La colpa del fallimento dei rosanero è da imputare, invece, all’ultimissima gestione, entrata in carica quando la squadra aveva già subito l’esclusione dai campionati professionistici.

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